Scrivere è bello perché....
Dopo l’incontro con Andrea Fazioli, già raccontato in questo blog, in classe ha preso avvio un percorso di scrittura personale durato due anni: il taccuino dello scrittore (sullo stesso tema vedi anche l’articolo di Francesca Razzetti, docente di italiano, su News Scuole 2026).
Non un diario da riempire per dovere, non un eserciziario da consegnare, ma uno spazio personale. Uno spazio libero. Scrivere non per ottenere un voto, ma per ascoltarsi. Scrivere non quando si hanno le idee chiare, ma per trovarle.
Pagina dopo pagina, quei taccuini sono diventati luoghi di domande e di scoperta.
Chi sono io?
Come vivere pienamente?
Cosa significa amare?
Quale futuro?
Il senso della vita?
Frammenti di crescita, scritti nel momento delicato in cui si comincia ad interrogarsi, a capire i propri desideri e a cercare il proprio posto nel mondo.
Condividiamo un'ampia selezione di brani tratti dai taccuini personali degli allievi, lasciando parlare direttamente le loro voci.
[a cura della Redazione]
