"Dans toutes les visites j’ai bien compris le français” (E.)
"J’ai beaucoup aimé cette visite parce qu’on s’est amusés et on a aussi exercé notre français” (M.)
Queste frasi degli allievi descrivono bene lo scopo dell’uscita del gruppo di francese di IV media a Friburgo.
Già da alcuni anni avevo il desiderio di far praticare la lingua in modo più attivo: da un lato mi sembrava un modo per far sperimentare agli allievi i frutti concreti dell’apprendimento di una lingua che inizia in III elementare e che cresce e si sviluppa insieme a loro, rendendoli in grado di utilizzarla in situazioni di vita quotidiana concreta; allo stesso tempo fornire una buona motivazione per affrontare lo studio del francese nell’ultimo anno di scuola media.
Quest’anno dunque, nel mese di settembre, il desiderio è divenuto proposta concreta e il mio giovane collega di geografia, Nikolas Montorfani, si è proposto di accompagnarci.
La sua presenza è stato il primo regalo di questi due giorni: abbiamo scelto Friburgo non solo perchè più vicina di altre città francofone, ma anche perché è la città dove sta terminando i suoi studi universitari e la conosce molto bene. Ci ha infatti guidato nei luoghi tipici, illustrandone gli aspetti storici e geografici, rigorosamente in francese. Anche la caccia al tesoro iniziale si è svolta nella lingua del posto: gli allievi sono partiti alla scoperta di indizi nel cuore della città vecchia, fermando i passanti per chiedere indicazioni. Dopo la comprensibile timidezza iniziale si sono lanciati con entusiasmo, tanto che la sera, al ristorante dove abbiamo gustato un’ottima fondue, diversi di loro hanno ordinato la cena da soli.
Un altro grande regalo sono stati gli incontri con gli allievi che hanno frequentato le nostre scuole in passato: sapevamo che proprio a Friburgo vivono e studiano diversi di loro, ai quali abbiamo proposto di farci da guida. Abbiamo dunque visitato la cattedrale con Silvio, madrelingua francese e marito della nostra ex allieva Sofia, che ne ha svelato per noi gli aspetti storici e religiosi, terminando con un canto gregoriano eseguito da lui per farci apprezzare e capire ancor di più le antiche sculture.
Nel pomeriggio, dopo un giro panoramico accompagnati da Elia, allievo che ha terminato la Traccia nel 2000, e i suoi bambini, abbiamo avuto la splendida opportunità di visitare l’università con Pietro, un altro ex allievo: ci ha condotti attraverso i luoghi nei quali vive e studia, raccontando in francese la sua esperienza. I ragazzi si sono entusiasmati nel vedere la biblioteca e le grandi aule, dove hanno potuto sedersi ai banchi e sentirsi per un attimo studenti universitari.
Il giorno successivo abbiamo visitato Gruyères, accompagnati da una “conteuse” che ci ha raccontato storie e leggende della regione. Per finire un’ottima merenda, naturalmente a base di meringhe e doppia panna.
In classe ho voluto riprendere con gli allievi quanto vissuto insieme: è stato bello accorgersi che ciò che aveva colpito ed entusiasmato me aveva avuto lo stesso effetto anche su di loro. Il mio desiderio di avvicinarli alla lingua si era concretizzato: hanno infatti potuto sperimentare come ciò che impariamo in classe abbia un legame con la realtà e che verbi, aggettivi, esercizi di ascolto e letture servono ad imparare ad usare la lingua nei luoghi dove la si parla, per ascoltare, chiedere, raccontare e scoprire.