LEGGERE È BELLO PERCHÈ...
Un'esperienza di condivisione di letture nel primo biennio di scuola media

Francesca Razzetti, docente di italiano

L’idea di presentare in classe le letture personali è maturata progressivamente durante lo scorso anno scolastico a partire da una serie di esperienze vissute a lezione con gli alunni di prima media e, più in generale, dal dialogo avviato all’interno del gruppo di materia e con le bibliotecarie; il lavoro di riflessione sui materiali del nuovo Piano di studio della scuola dell’obbligo ha costituito la cornice di senso e la partecipazione ad agosto alla formazione «Didattica della lettura: prospettive a confronto» ha esercitato la spinta conclusiva in questa direzione.
Durante la prima media, ho assegnato bimestralmente agli alunni una lettura su temi indicati; ognuno doveva renderne conto con diverse modalità, dalla schedalibro redatta a casa alla verifica in classe, sempre per iscritto. Purtroppo, per varie ragioni non c’è stata l’occasione di parlarne in un momento dedicato: non è stato cioè possibile ai ragazzi esprimere oralmente le emozioni suscitate da una lettura integrale; ho perciò concluso l’anno col preciso proposito di pensare a come concretizzare questa opportunità, per far sì che le quattro abilità linguistiche, sia ricettive (leggere e ascoltare), sia produttive (parlare e scrivere) fossero coinvolte contemporaneamente.
Inoltre, dallo scorso marzo, dopo l’incontro avvenuto a scuola con Andrea Fazioli, che ci ha raccontato la sua esperienza di scrittore non solo di gialli ma anche quotidianamente di un taccuino, avevo cominciato a pensare all’introduzione di un taccuino tra le attività di scrittura spontanea: così alla fine della scuola ne ho consegnato uno a ciascun alunno, chiedendo loro di iniziare a usarlo durante le vacanze per annotare esperienze, riflessioni, domande, sollecitazioni ricavate da letture, film, (tele)giornali, fatti di cronaca, viaggi… insomma, tutto quello che si può scrivere in libertà nella vita quotidiana, nel momento di pausa per eccellenza, l’estate.
Poiché molti allievi hanno scritto spontaneamente nel taccuino pensieri a partire dalle letture estive, ho capito che era proprio arrivato il momento di ricavare all’interno della programmazione uno spazio privilegiato di ascolto e di stimolo per la classe e, per chi presenta, l’occasione di esprimersi attraverso una storia e dei personaggi, consapevole che «la letteratura è un lusso, la finzione (delle storie) una necessità » (Chesterton).
Ha preso forma così gradualmente il progetto di accompagnare gli allievi nella realizzazione di brevi presentazioni delle letture, perché fossero stimolati innanzitutto a leggere col gusto di poter poi condividere quelle emozioni; in un secondo momento, fossero invitati a riflettere sulla lettura con il desiderio di realizzare un lavoro da esporre alla classe; infine, potessero
esprimere un giudizio sulla loro esperienza nell’ottica di proporre ad altri compagni ciò che ognuno aveva trovato leggendo.
Devo riconoscere che hanno lavorato tutti con buona volontà e con risultati comunque apprezzabili:ognuno si è lasciato incantare dalla magia di una storia, segnando sul testo tutto ciò che sollecitava, interpellava, intrigava; sono state preparate schede e scalette più o meno accurate, per mettere in risalto gli aspetti d’interesse dei personaggi e delle loro vicende e per giudicare il carattere e lo stile; i più solerti si sono esercitati a esporre le presentazioni nel tempo concesso e con un linguaggio adeguato allo scopo; tutti hanno risposto nel merito e con piacere alle domande mie e dei compagni, delle OPI quando erano presenti a lezione, persino dei genitori nella giornata delle porte aperte. Possiamo senz’altro dire di aver coltivato insieme l’aspetto emotivo, quello comunicativo e quello espressivo.
Con due presentazioni a settimana, della durata massima di dieci minuti più cinque a disposizione per le domande, tutti e ventidue gli alunni hanno potuto condividere il “loro” libro entro Natale; i compagni avevano il compito di prendere appunti, per scrivere una sorta di diario delle letture di classe e poter scegliere a loro volta la prossima, a partire da quelle presentate. Abbiamo realizzato anche una campagna promozionale involontaria: grazie a una presentazione, La banda dei cedri di Bernasconi-Santinelli, ambientato a Bellinzona, è stato letteralmente saccheggiato nelle librerie della zona e nel sistema bibliotecario ticinese…L’esperienza nel suo complesso è stata per me molto stimolante e arricchente; i ragazzi si sono coinvolti tutti, in ogni aspetto: attendevano con trepidazione il momento delle presentazioni ed erano sempre desiderosi di porre domande. Abbiamo appeso i cartelloni e le presentazioni powerpoint in classe e, quando lo spazio non bastava più, anche alla bacheca della biblioteca: sono i segni concreti del nostro lavoro di un semestre.
Desidero infine lasciare la parola ad alcuni alunni, citando dalle loro presentazioni i giudizi, gli insegnamenti tratti dalle letture, i brevi passi letti ai compagni; anche questo è un modo per condividere ulteriormente i “nostri” libri e soprattutto le nostre emozioni. 


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