LA VITA AI TEMPI DEL COVID

Durante il periodo di confinamento, su invito della docente di italiano, gli attuali allievi di IV media hanno scritto alcuni testi per raccontare ciò che stavano vivendo. Per le poesie si sono sono ispirati a “Paesaggio estivo” di Antonio Machado. La poesia di Machado, come pure una selezione più ampia dei testi degli allievi, si trovano sul sito della Traccia: www.latraccia.org

A come… AMICIZIA


In questi tempi di chiusura e distanziamento, mantenere le amicizie
è difficile. Gli amici che vedevi cinque giorni a settimana,
non li vedi più in carne ed ossa, ma davanti ad uno schermo di
un computer o di un telefono, per qualche ora o pochi minuti, a
volte non li vedi per dei giorni. Cerco di sentirli tutti i giorni, almeno
quelli più stretti, facciamo videochiamate dopo cena fino alle
dieci e mezza e giochiamo a dei giochi online. Durante le videochiamate
si parla di quello che abbiamo fatto durante il giorno,
dei compiti e della scuola e mettiamo delle canzoni da ”youtube”.
Mi manca uscire e andare con i miei amici in giro, andare
a far merenda e dopo andare al castello; adesso che c’è il bel
tempo, il caldo, sento di aver perso del tempo utile e bello. Adesso
che torneremo, anche se per poco tempo, a scuola li rivedrò,
ma sarà diverso perché probabilmente porteremo le mascherine
e dovremo mantenere la distanza sociale.

B come… BELLEZZA

Sempre bisogna imparare a vedere i lati positivi di ciò che sta accadendo:a bellezza di ciò che accade. Per esempio in questaquarantena cosa è successo, che ci ha aiutato? Cosa c’è stato di bello in questa quarantena?
Nel mio caso ho scoperto come è 
bello stare in famiglia: giocare, parlare, discutere… probabilmente ho passato i più bei momenti in famiglia di tutta la mia vita ed è avvenuto nel momento più improbabile, dove tutti erano preoccupati per ciò che poteva capitare se qualcuno avesse preso il virus. Ma per fortuna nulla di ciò è accaduto. Ora sono contento perché siamo quasi tornati alla normalità, ma non dimenticherò tutto ciò che è successo in questo tempo.

 E come… ESCOGITARE

Durante questa quarantena bisognava escogitare qualcosa da fare durante ogni giornata. Nel mio caso non cambiavano molto le giornate, però magari dopo un po’ ci si annoiava parecchio, quindi a quel punto bisognava organizzarsi e inventarsi qualcosa da fare. Io ho avuto la fortuna di avere una rete che si attacca ovunque e quindi potevo giocare a ping- pong con mio fratello e fare sport (circa). Comunque accade sempre qualcosa che ti aiuta a escogitare qualcosa da fare.

F come… FAMIGLIA


In questi mesi di isolamento e chiusura in casa mi sono ritrovato
a vivere tutto il giorno in compagnia di mio fratello, mia mamma
e mio papà. Normalmente questo accadeva soltanto di domenica
ed ora tutti i giorni. Facciamo cose che non facevamo praticamente mai, come giocare tutte le sere a carte o guardare
tutti insieme un film. Ovviamente i litigi non mancano: credo che
a tutti dia almeno un po’di fastidio, quando in casa c’è qualcuno
in più che magari invade i tuoi spazi o ti dà solamente noia. Per
fortuna i confl itti durano poco. In questi tempi ci è impossibile fare
una cosa: andare a trovare i miei nonni a Como. Andavamo da
loro tutti i fi ne settimana e adesso sono tre mesi che non li vedo
più. Mi mancano molto. Ogni sabato o domenica andavamo da
loro a pranzo e a volte rimanevo tutto il weekend. Adesso li sentiamo
per telefono tutti i giorni e per fortuna stanno bene. Spero
che a giugno riaprano le frontiere così li potrò rivedere.

I come… INSEGNANTI


Penso che in questo periodo gli insegnanti abbiano fatto un lavoro
immenso. Grazie a loro noi allievi siamo riusciti a continuare a
lavorare il meglio possibile e a imparare bene, in alcune materie
più di altre. Gli insegnanti sono riusciti a cimentarsi molto velocemente
in un nuovo e complicato sistema di insegnare. Io personalmente
li ringrazio molto per il loro lavoro.

N come... NOIA


Quanti giorni mi sono trovato ad annoiarmi senza aver voglia di
fare nulla, chiedendomi solo “perché mi trovo qui ad annoiarmi
senza aver nulla da fare?”. Mi dicevo: “Ora faccio un po’di chitarra”,
ma più ci pensavo più capivo di non averne voglia, oppure
“ora faccio mate… ma non ho voglia”! Non avevo mai passato
momenti così diffi cili: anche pensandoci, non riesco a muovermi.
La noia si trasforma dunque in rabbia: “Ma perché dovrei fare dei
compiti del genere se NON HO VOGLIA?”. Questi sono i momenti
peggiori della giornata poiché non ho ancora trovato il modo di
superarli.vita è come un filo, si può tagliare in qualsiasi momento. Il futuro fa paura, molta, il non sapere cosa potrebbe succedere domani o tra qualche mese mi spaventa. Ho paura di perdere ciò che mi sono guadagnata con impegno e con i miei sforzi. Anche tu ti senti così?

Z come... ZOOM

Quest’app, che serve per fare delle videoconferenze, è stata il
nostro mezzo per fare delle lezioni anche da casa. Le videolezioni
sono state una novità per tutti, perché nessuno si sarebbe
immaginato di fare scuola davanti ad uno schermo a casa. Le
videolezioni sono state per me molto interessanti e non mi sarei
mai aspettato di vivere l’ultima parte dell’anno scolastico così.
Nelle lezioni online mancava il rapporto in carne ed ossa e il ritrovarsi
tutti nello stesso luogo, ma si imparava lo stesso e devo dire
che mi sono divertito. Ci sono state delle diffi coltà nell’usare l’app
che a volte faceva le bizze, ma comunque funziona molto bene
e mi piace mettere gli sfondi di paesaggi che sono offerti come
opzione. Il mio sfondo preferito è quello del Golden Gate Bridge
di San Francisco. ZOOM lo uso anche per fare videochiamate
con gli amici.

 

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Tempo sospeso


Disinfettante all’ingresso… Silenzio assordante.
Computer accesi, lezioni solitarie,
infermieri indaffarati,
negozi con insegne spente…
Circolano le notizie…
Il mondo si ferma immobile
E la vita mormora
un lamento, uno solo. Poi torna
a tenersi una conferenza stampa.
Calano o aumentano?
Assapora l’intero mondo,
una grande sconfitta…
Tra le continue notizie, percepiamo
– mai morta – la speranza

Quarantena sofferente


Studenti in casa… Città deserta.
Ospedali affollati, sofferenza,
nuovi eroi,
mascherina sull’asfalto bagnato…
Cade una goccia…
Il fiore sboccia tranquillo
E il dottore salva
una vita, una sola. Poi ritorna
a riposarsi nella sala.
Infermiere o eroe?
Prega la mamma
il Buondio…
Tra le mura della casa, si sentono
– tristi anch’esse – le notizie.


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