Da un incontro con Guido Maspoli, collaboratore scientifico presso l’Ufficio cantonale della natura e del paesaggio, è nato un progetto di valorizzazione dell’area verde della scuola situata alle pendici del castello Montebello che si sta rivelando una straordinaria opportunità per le nostre scuole.
Come è nato questo progetto?
Un paio di anni or sono, Gianni Rossi (membro del comitato dell’Associazione Santa Maria) mi ha contattato dicendo che il giardino dell’ex Istituto Santa Maria aveva bisogno di un’idea per il futuro.
Sono passato a dare un’occhiata, ricavandone una certa titubanza. Non tanto per lo stato – una manutenzione era percepibile anche se un cultore del giardino tirato a lucido avrebbe storto il naso -, né per l’ampiezza o la morfologia in quanto tali, seguo progetti di conservazione di prati magri più estesi e in condizioni più difficili. La reticenza veniva dai possibili costi. Tuttavia non disdegno le sfide e il sito mi è parso subito promettente.
Così, dopo un paio di mesi di sedimentazione e alcune visite per cominciare a sentire il luogo, ho comunicato a Gianni che ci potevo pensare. Ho quindi elaborato un primo documento, con un’analisi a ruota libera, senza preoccuparmi della sorpresa che avrebbe potuto generare. Con grande piacere i riscontri sono stati positivi e parlavano di un interesse sincero. Le basi per lavorare – il sito, le persone, gli intendimenti – erano date, così il progetto è partito.
Qual è l'orizzonte complessivo del progetto e come si è concretizzato finora?
Il coinvolgimento dell’Ufficio della natura e del paesaggio ha riferimento operativo nella Strategia Biodiversità Svizzera 2012 del Consiglio federale, secondo cui la biodiversità deve trovare spazio anche negli insediamenti in quanto svolge importanti funzioni naturali e climatiche, contribuisce a promuovere la salute, serve alle attività di svago e alla sensibilizzazione.
Questo enunciato contiene tutti gli elementi fondanti del progetto. La parola biodiversità porta a pensare alla natura incontaminata, riuscire a coniugarla con l’idea di giardino è una bella sfida.
Il versante sotto la murata è un prato ricco di specie che meritano di essere conservate, ma è molto impegnativo in termini di manutenzione.
Nel 2025, agganciandoci al progetto di transumanza urbana avviato l'anno precedente dalla Città di Bellinzona, è stato pascolato con pecore rustiche, con lo scopo secondario di controllare la presenza invadente del Sorgo di Aleppo, una malerba molto negativa per la diversità biologica dei prati.
Poi è stato avviato l’impianto del frutteto, impostato tenendo conto del cambiamento climatico, che chiede approcci adattativi. Ciò porta a specie di clima mediterraneo, non solo resilienti e sostenibili ma anche in sintonia con gli intendimenti della Fondazione Santa Maria, ossia dare seguito alla tradizione di educazione cattolica che le suore di Menzingen hanno assicurato per oltre un secolo: il riferimento geobotanico della Bibbia è proprio sulle coste orientali del Mediterraneo!
Con il supporto di un giardiniere qualificato, le allieve e gli allievi di alcune classi della Traccia hanno messo a dimora una trentina di alberi e cespugli da frutta, in buona parte citate nella Bibbia.
Per promuovere alcune specie significative presenti nel comparto, in particolare il Rondone, il Codirosso comune e l’Upupa, in collaborazione con BirdLife, le scuole si sono cimentate con la costruzione di cassette nido pensate per sostenerne la presenza.
Quale bilancio ne trae ad oggi?
Sono molto felice. Siamo agli inizi, i risultati in campo sono ancora poco visibili, ma l’entusiasmo è palpabile e ripaga ampiamente gli sforzi. I contatti e la collaborazione con le persone coinvolte nell’opera delle Scuole Santa Maria, gli operatori esterni (Lara Di Virgilio per il pascolo, il giardiniere Mattia Boggia e Ivan Sasu per l’accompagnamento agro-pastorale e botanico), sono costruttivi e stimolanti.
Inoltre sono molto contento anche del coinvolgimento di Pro Natura Ticino e BirdLife, il loro sostegno amplia ulteriormente la trasversalità del progetto.
Se è vero che in un giardino si coltiva umanità direi che qui il terreno è buono e fertile, sono dati i presupposti per portare avanti un progetto esemplare sotto tutti i punti di vista.
Quali tappe immagina per il futuro?
Nel futuro immediato bisogna consolidare quanto avviato, dare continuità al pascolo, curare le piante da frutta e coltivare il coinvolgimento delle scuole.
Nel 2026 vorremmo occuparci di un elemento centrale del giardino, la grande scalinata, affascinante e prospettica, da porre in evidenza.
Guardando avanti, già nel primo documento sottoposto alla Fondazione avevo ventilato un restauro completo del giardino originale dell’Istituto Santa Maria, come atto culturale in sé e per dare risalto all’imponente edificio, alla murata del Castello, al paesaggio quasi medioevale della valletta che scende sul quartiere Nocca. Era un'ipotesi ovviamente prematura, ma a un solo anno di distanza il presidente della Fondazione, avv. Luigi Mattei, ha espresso il desiderio di entrare nel merito. Il cammino può proseguire.
Rievocare il meraviglioso racconto di F. H. Burnett, Il giardino segreto, mi sembra il modo migliore per presentare questo lembo di terra nascosto e pressoché sconosciuto, non visibile dal parcheggio antistante l’Istituto, ma raggiungibile da un’uscita al terzo piano o, più suggestivamente, tramite un’antica scala a chiocciola esterna.
Ho dedicato a questo angolo di paradiso le lezioni di Ambiente della mia pluriclasse, per creare un costante contatto con la natura tipica delle nostre latitudini e non solo; infatti, vi si possono ammirare specie, come l’avocado, il mirto, gli agrumi, il pistacchio, che solo qualche anno fa non si trovavano sul nostro territorio. Abbiamo così osservato i cambiamenti, assaporato i frutti, toccato forme e consistenze e percepito profumi e “puzze” (sapevate che il caco caduto a terra e marcito ha proprio un odore sgradevole?!). Proprio la pianta di cachi, a metà della splendida scalinata, è stata al centro delle nostre osservazioni tenendoci compagnia fino ai primi giorni di dicembre e regalandoci incantevoli colori autunnali e deliziosi cachi mela, dolcissimi e profumatissimi!
L’entusiasmo e la curiosità dei bambini hanno dimostrato che l’approccio esperienziale è una carta vincente per apprendimenti significativi e duraturi.
Ci auguriamo che questo luogo possa affermarsi come punto di riferimento per lo Studio d’ambiente nelle nostre scuole.
Desirée Nicoli, maestra di III e IV elementare
Il nostro giardino è un luogo familiare, protetto, ricco di elementi naturali accarezzati dalla mano dell’uomo e carico di suggestioni scientifiche e poetiche.
Lo scorso anno ho avviato con i ragazzi della scuola media un interessante percorso che ha permesso di scoprire l’importanza di questo spazio al confine fra un ambiente naturale (il bosco) ed un ambiente umano (la città).
In particolare, l’attività di piantumazione di essenze scelte con cura da Guido Maspoli, grazie anche all’aiuto del giardiniere Boggia, è stato un momento prezioso, in cui gli allievi hanno scoperto come le diverse specie abbiano peculiarità di cui bisogna tener conto in vista di una crescita rigogliosa ed equilibrata.
Il lavoro sul campo è stato anche lo spunto per lo studio in generale dei vegetali e un’occasione per apprezzare il valore della collaborazione fra noi.
Quest’anno con una classe prima osserveremo le fasi di sviluppo stagionali di alcune specie – germogliamento, fioritura, maturazione – e come esse sono influenzate dai fattori climatici.
In seconda media, invece, ci occuperemo delle strategie di adattamento delle piante all’ambiente.
Sarà inoltre possibile, grazie all’attività di Arti plastiche di costruzione di casette per uccelli, seguire le attività degli esemplari che vi nidificheranno.
Il giardino ci ha così permesso di riscoprire che lo studio delle scienze naturali è innanzitutto un’educazione all’attenzione verso ogni elemento naturale che, per piccolo che sia, è sempre affascinante.
Paolo Laoreti, docente di Scienze naturali
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